Come trovare la fonte di un contenuto multimediale

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Tra fake news, immagini modificate, rumors e parodie, l’informazione può non essere troppo chiara sui social o siti web. Alcune immagini o informazioni possono suscitare emozioni forti. Per verificare la fonte di una foto o di un video, esistono diversi metodi. La ricerca inversa su Google Immagini, per esempio, permette di identificare le fonti possibili di un’immagine. Ma non è l’unico strumento utile per ottenere risultati. Vi sono, infatti, anche delle piattaforme specifiche atte ad effettuare questo tipo di ricerche. Ecco qui cinque strumenti e supporti utili per poter trovare e verificare l’origine di un’informazione o di una foto.


Tineye

Tineye è accessibile online e non ha bisogno di iscrizione. Esso permette di trovare le fonti di un’immagine tramite il caricamento delle stesse direttamente sul sito o attraverso la loro URL. I risultati ottenuti da questa ricerca verranno visualizzati sotto forma di una lista che può contenere fonti tratte da database, blog, siti d’informazione. Inoltre, attraverso un’ulteriore ricerca sull'immagine sarà possibile verificare se questa, presentata come immagine d’attualità, lo è davvero o è antecedente e dunque già presente online rispetto la data presupposta. E, ancor di più, accoppiandola con uno strumento di ricerca di meta dati di ogni immagine, è possibile trovare la data originale:


Conoscere i dati Exif per l’identificazione dell’autore o luogo

I dati Exif di una foto sono le informazioni correlata ad uno scatto. Exif è l’acronimo inglese di Exchangeable Image File Format, da cui è possibile, ad esempio, anche recuperare la marca dell’apparecchio con il quale è stata realizzata la foto, le informazioni tecniche (velocità d’otturatore, apertura, ecc.), la sensibilità ISO o ancora la lunghezza focale. Ma è ugualmente possibile estrarre la data e l’ora dello scatto e le coordinate GPS, se l’apparecchio fotografico è fornito di modulo GPS. Una vera e propria miniera d’informazioni.

Per conoscere questi metadati è possibile utilizzare le piattaforme Jeffrey’s ImageJeffrey’s Image Metadata Viewer o Metapicz. I dati sono accessibili dopo aver caricato un’immagine o inserito il suo indirizzo URL sul sito, senza doversi prima iscrivere. Il loro limite? Non tutte le immagini presentano questa informazioni, specialmente se sono state registrate in un altro formato:


Forensically per scoprire foto ritoccate

Più tecnico Forensically attribuisce la verifica di tutti i piccoli errori ottenuti da un foto ritocco. L’aggiunta di un oggetto non identificato nel cielo (ad esempio) o della neve sulle piramidi del Cairo. Una volta caricata sul sito (utilizzabile senza iscrizione preventiva), l’immagine può essere studiata nel dettaglio per detenere tutte le incoerenze. Tuttavia, lo stesso strumento ha dei limiti e non sempre riesce a riconoscere tutti gli indizi. A grandi linee è comunque molto utile:


L’origine di un video con In Video Veritas

Conoscere la fonte di un video è possibile e può essere utile per svariate ragioni di copyright. Questa è la proposta offerta dalla piattaforma InVID – In Video Veritas. Installando un’estensione per Chrome o Firefox, InVid ritrova le fonti che hanno condiviso lo stesso video. È pur sempre necessario un piccolo lavoro d’inchiesta più approfondito, ma l’estensione ricerca, dove è possibile anche le date e il luogo dello scatto. Le vignette d’immagini possono anche essere utilizzate per una ricerca inversa:


Siti per il fact checking

La verifica delle fonti (fact checking) è importante per coloro che si occupano di contenuti mediatici, quali rumors, news o inchieste specializzate. Alcuni siti utili per la verifica di queste fonti sono Pagella politica, focalizzato sull’informazione riguardanti l’ambito politico nazionale e internazionale, sistemi di crowd sourcing come [https://veri.ly/ Verly[, che attraverso la gamification permettono di controllare le varie fonti basandosi sulla collaborazione degli utenti. I social network, come Facebook, impegnato nel progetto Facebook Journalism Project che mira a preservare la qualità delle informazioni.

Foto: © Pixabay.
Jean-François Pillou

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