Facebook fact checking a foto e video

AntonelloCCM - 14 settembre 2018 - 10:30
Facebook fact checking a foto e video
Facebook annuncia che allargherà il fact checking a foto e video in 17 paesi per la lotta contro le fake news.

(CCM) — La lotta alla disinformazione è uno dei punti fermi di Facebook. Mark Zuckerberg avrebbe puntato molto sul fact checking, come metodo per debellare la piaga delle fake news. Una delle ultime strategie messe a punto da Facebook sarebbe quella di effettuare il fact checking a foto e video e non solo per gli articoli che vengono pubblicati giornalmente sul social. Questa strategia, a dir la verità, è già attiva in Francia dal marzo scorso (in collaborazione con France-Presse), ma adesso è stata allargata a 17 paesi, con 27 partner in tutto il mondo, i quali utilizzeranno degli strumenti di machine learning per individuare le bufale su Facebook. A spiegare il suo funzionamento è Tessa Lyons, product manager di Facebook, sul blog Facebook Newsroom.


Come riportato dalla stessa Lyons, non tutto ciò che è manipolato è per forza cattivo, proprio per questo sarà più complicato capire quando un video o un’immagine rappresenta una fake news. Gli algoritmi utilizzati per il fact cheching a foto e video si concentreranno sulle reazioni, commenti o condivisioni degli utenti di Facebook, in modo da capire se un contenuto rappresenta una fake news oppure no.

Dopo gli eventi del 2016, come la Brexit o l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, il social network di Mark Zuckerberg è stato accusato di veicolare notizie false. Proprio per questo motivo il social network più famoso al mondo sarebbe corso presto ai ripari, con funzionalità, strumenti e collaborazioni con partner terzi, capaci di evitare il proliferarsi di fake news. Il fact checking a foto e video sarà utile anche per le elezioni di medio termine negli Stati Uniti di novembre, ma anche per quelle riguardanti il rinnovo del parlamento europeo, previste per il prossimo maggio. Facebook riuscirà a bloccare sul nascere i contenuti multimediali manipolati che vengono pubblicati giornalmente sul social? Difficile a dirsi, ma la speranza è sempre l’ultima a morire.

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