Polizia avverte su truffa dello squillo

AntonelloCCM - 23 gennaio 2018 - 09:17
Polizia avverte su truffa dello squillo
Torna la truffa dello squillo del cellulare, come segnalato dalla Polizia di Stato sul suo profilo Facebook.

(CCM) — Facebook Messenger, Telegram e WhatsApp non sono gli unici mezzi usati dai truffatori per cercare estorcere denaro a vittime inconsapevoli. Uno dei modi più usati (risalenti anche a prima dell’avvento degli smartphone) è la sempreverde truffa dello squillo, ovvero la ricezione di uno squillo da parte di un numero particolare (di solito con prefisso straniero) il quale, se richiamato, permette di abbonare il malcapitato a dei servizi non richiesti, con un conseguente prosciugamento del saldo telefonico.


A lanciare nuovamente l’allarme è la Polizia postale, tramite la pagina Facebook ufficiale, Una vita da social. Le Ping Calls (squilli) provengono di solito da un numero con prefisso +373 (o diverso, ma sempre estero). A differenza delle chiamate vere e proprie, fatte con insistenza per convincere l’utente a rispondere, la truffa dello squillo è un po’ più subdola e sottile. Il metodo è molto semplice: viene effettuato un solo squillo sul numero del malcapitato, con la speranza che questo richiami. Di solito, l’orario in cui si attua la truffa dello squillo è quello serale, dalle 18.30 alle 20.30, proprio perché dopo il lavoro si è più propensi a richiamare.

Se si dovesse cascare nella trappola, verrà sottoscritto (inconsapevolmente) un abbonamento ad un servizio a pagamento, che con costo che va da 1 euro a un 1.50 euro ogni dieci secondi. L’attivazione di questa "offerta" potrebbe essere valida anche se non si riceve alcuna risposta dopo aver richiamato il numero. Come per altri tentativi di raggiri, anche la truffa dello squillo può essere evitata dalla prevenzione. Se si dovesse ricevere uno squillo da un numero strano (soprattutto se il prefisso è +373), la sola cosa da fare è non richiamare e denunciare il tutto alla Polizia di Stato. Stay tuned.

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