Tim Cook accusato di evasione fiscale con Apple

Tim Cook accusato di evasione fiscale con Apple
E' in programma per oggi l'arrivo di Tim Cook al Congresso di Washington dove in un'audizione dovrà rispondere dell'accusa di evasione fiscale da parte di Apple.

L'azienda di Cupertino avrebbe evaso il fisco per circa 74 milioni di dollari all'anno dal 2009 al 2012, per un totale di 400 miliardi di dollari. Una cifra impressionante, ottenuta grazie alla creazione di società sussidiarie inesistenti all'estero, con l'unico scopo di aumentare le spese aziendali e pagare meno tasse. Una frode in piena regola insomma che forse non ci si aspettava da un gigante come Apple. Come ha dichiarato Carl Levin, senatore a capo della sottocommissione permanente sulle indagini, "Ad Apple non è bastato muovere i suoi profitti verso paradisi fiscali dove si pagano meno tasse ma è andata oltre, creando delle entità off-shore per accumulare decine di miliardi di dollari affermando al tempo stesso che fiscalmente non risiedevano in nessun posto".

Al centro dell'accusa c'è Apple Operations International, un'organizzazione-ombrello registrata in Irlanda che raccoglie i punti vendita esteri. La registrazione in Irlanda, essendo soggetta alle leggi irlandesi, crea un conflitto con tra le legislazioni dei due stati: in USA le aziende pagano le tasse allo Stato in cui risiedono, mentre in Irlanda le imprese pagano allo Stato in cui vengono gestite. Va da sé che nel caso di Apple Operations International, registrata in Irlanda ma controllata in USA, nessuna tassa sia stata pagata. L'accusa di cui Cook deve rispondere è grave e avrà pesanti conseguenze, sia in termini economici che in termini di reputazione: l'azienda di Cupertino sta per passare dallo status di maggior contribuente a quello di maggior evasore del fisco statunitense. Un bel salto di qualità!

Immagine Wikipedia





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