Street View ha violato la privacy

Street View ha violato la privacy
Violazione della privacy tramite reti Wi-Fi: questa l'accusa rivolta a Street View.

Un'accusa alla quale Google ha sempre risposto tranquillizzando gli utenti, in quanto i dati raccolti non sono mai stati utilizzati per alcuno scopo né, cosa più importante, ceduti a terzi.
La spiegazione evidentemente non è bastata al procuratore generale dello Stato del Connecticut, a capo di un'indagine approfondita che ha coinvolto circa 38 Stati americani e che ha portato ad infliggere al motore di ricerca una multa da sette milioni di dollari.
Dal canto suo, il colosso di Mountain View si è non solo impegnato a pagare, ma ha anche attuato una serie di azioni interne in merito al tema della tutela della privacy.

I dipendenti di Google saranno invitati a partecipare ad un programma di educazione alla tutela e al rispetto della privacy, ma non solo: parallelamente verrà avviata in tutta la nazione una campagna di sensibilizzazione rivolta ai consumatori, in cui verrà spiegato loro come proteggere i propri dati sensibili e le proprie reti Wi-Fi. A conferma dell'impegno di Google, che sembra avere imparato la lezione, arriva anche l'impegno da parte dell'azienda a distruggere i dati collezionati dal 2008 al 2010 dalle automobili del servizio Street View. Un servizio molto apprezzato ma che ciclicamente è oggetto di critiche o attacchi, ultimo in ordine di tempo il caso dell'asino investito in Botswana che sollevò un polverone tra gli utenti e i difensori dei diritti degli animali.

Immagine: jurveston