Google, gaffe su tag di Google Photos

GiovannaLabati - 3 luglio 2015 - 14:37

Google, gaffe su tag di Google Photos

Dopo le polemiche rivolte a Facebook per il suo Celebrate Pride, adesso è Google a fare uno scivolone clamoroso.

Muoversi nel campo dei diritti non è facile, specialmente sul web. Il passo che porta da un ufficio di una multinazionale ad un'aula di tribunale per colpa di un algoritmo sbagliato può essere davvero breve. All'azienda di Mountain View, infatti, può costare caro a causa di colpa dell'algoritmo di Google Photo che avrebbe etichettato alcune immagini di una ragazza di colore in una categoria chiamata "gorilla". Ad accorgersi dello strano tag è stato il proprietario dell'account, Jacky Alcine, che riordinando le proprie fotografie all'interno dell'applicazione, ha notato tra le varie categorie quella etichettata come gorillas, all'interno della quale erano contenute alcune fotografie che lo ritraevano insieme ad un'amica.

Sconvolto dall'accaduto, Alcine ha immediatamente denunciato l'accaduto su Twitter scatenando l'indignazione di moltissimi follower. Tempestiva è stata però la risposta di Google, che tramite un tweet pubblicato da Yonatan Zunger, Chief Architect of Social di Mountain View, hanno cercato di rimediare all''errore eliminando immediatamente la parola gorilla dalle etichette di Google Photo.

Come ha dichiarato però lo stesso Zunger dopo aver formalmente chiesto scusa all'utente, la soluzione è tutt'altro che definitiva: "C'è sicuramente ancora un sacco di lavoro da fare con l'etichettatura automatica delle immagini e stiamo cercando di capire come prevenire simili errori in futuro". I team tecnici sono al lavoro per migliorare l'algoritmo del riconoscimento facciale di Google Photo e per modificare i sistemi di lettura delle macchine rendendole in grado di contestualizzare le immagini.

Foto: © Twitter.