Google: è scontro con la Germania sull'algoritmo

GiovannaLabati il mercoledì 17 settembre 2014 alle 14:53:59

Google: è scontro con la Germania sull'algoritmo

Uno dei grandi misteri del nuovo millennio è senza ombra di dubbio l'algoritmo di Google: le ultime notizie vedono un ministro tedesco schierato per la trasparenza.

Si chiama Heiko Maas e se dovesse riuscire nel suo intento passerà alla storia come l'uomo che ha fatto capitolare Google. Il Ministro della Giustizia tedesco ha recentemente rilasciato un'intervista al Financial Times nella quale spiega quanto possa essere pericolosa la posizione dominante che il motore di ricerca ha nei confronti di tutti gli altri servizi di search. "Con un market share del 95 per cento, Google domina il mondo dei motori di ricerca, ed è in grado di influire sui suoi risultati in modo tale da promuovere i propri interessi. E questo non è accettabile." ha dichiarato Maas.

Il ministro tedesco è fermamente convinto che l'ottenimento della trasparenza sull'algoritmo di Google, con libero accesso a tutti i dati e i segreti in esso contenuti, possa essere una giusta arma contro lo strapotere di Google che, come è noto a tutti, spesso può decidere le sorti di un'azienda o di un'attività commerciale. Infatti, se state cercando una pizzeria nel vostro quartiere ma questa non esce nella prima pagina di risultati di Google, per voi quella pizzeria non esiste e non ci andate, giusto? Solo pochi mesi proprio Google Places è stato al centro di una battaglia legale intentata da un ristoratore americano a suo dire danneggiato dal servizio.

Come sappiamo Google non è nuova a questo genere di accuse e la UE non ha ancora trovato una soluzione alle cause legali nelle quali Big G è accusata di abuso di posizione dominante. Dal canto suo Google non ha fatto attendere la propria risposta: "Il tema è stato esaminato per un totale di 8 anni negli Stati Uniti e in Europa e le autorità di regolamentazione hanno concluso che non usiamo i nostri algoritmi per prendere di mira i nostri concorrenti. Rendere i nostri algoritmi disponibili può sembrare semplice, ma così facendo lasceremmo campo libero a spammer, siti con malware e siti web di bassa qualità, danneggiando così i nostri utenti". Inizia dunque una nuova disputa per Google, ma siamo quasi sicuri che questa volta la vittoria sia già in suo pugno.

Photo: © Creative Commons - Flickr: sevenblock