Social network e e-mail: la vita on line continua dopo la morte?

SantiagoSuarez il venerdì 4 luglio 2014 alle 12:44:40

Social network e e-mail: la vita on line continua dopo la morte?

La questione dell'eredità digitale resta aperta: è lacunosa la disciplina giuridica sul destino dei dati e degli account personali in caso di scomparsa.

"L'identità digitale, fatta di dati, fotografie, contatti è qualcosa di ereditabile? Gli eredi possono ricostruire la memoria del caro estinto e amministrarne i beni muovendosi agilmente nel caos virtuale?": sono le domande da cui prendono le mosse le riflessioni del Consiglio nazionale del Notariato in merito alla delicata (e irrisolta) questione della cosiddetta eredità digitale, ovvero il destino dela nostra vita on line dopo la morte. A catturare la complessità del tema basti dire che su Facebook sono presenti circa 3 milioni di profili di persone non più in vita. Ogni rete sociale tratta il problema secondo approcci differenti: Twitter cancella l'account di default dopo sei mesi d'inattività, LinkedIn solo in caso di esplicita segnalazione di decesso dello user, Google consente all'utente di preimpostare l'eliminazione del profilo dopo un determinato periodo di inattività, mentre Facebook propone la trasformazione delle pagine personali in 'account commemorativi' consentendo di postare commenti esclusivamente agli amici online.

Le cose si fanno spinose in materia di conti correnti online. In quest'ambito vigono le normali disposizioni legislative che regolano la successione: sono gli eredi identificati dalla legge o nominati nel testamento ad avere il diritto di accedere al 'patrimonio finanziario digitale'. Altra fattispecie complicata è quella relativa alla proprietà intellettuale: come tutelare progetti, immagini, scritti e creazioni personali di vario genere custodite negli archivi digitali? Trasmettere confidenzialmente a una persona fidata username e password non basta: la scelta ideale è nominare un incaricato post mortem attraverso un documento ufficiale di carattere pubblico (quindi non un testamento). In sostanza per evitare contestazioni è fondamentale lasciare disposizioni scritte, chiare e dettagliate, con firma autenticata da un notaio.

Immagine: screenshot da Facebook