Nintendo nei guai per un'accusa di omofobia

GiovannaLabati il venerdì 9 maggio 2014 alle 14:23:51

Nintendo nei guai per un'accusa di omofobia

Occhi puntati su Nintendo, non per una nuova console in uscita, ma per la grave quanto inaspettata accusa di omofobia.

Che c'entra l'azienda di videogame più famosa al mondo con l'omofobia e diritti degli omosessuali? Probabilmente se lo saranno chiesti anche loro quando si sono trovati a leggere l'accusa rivolta loro da Tye Marini, un giovane omosessuale di 23 anni che nel gioco Tomodachi Life ha tentato invano di far sposare il suo avatar con quello del suo compagno. Accortosi dell'impossibilità della cosa, si è scagliato contro l'azienda giapponese già in passato al centro di polemiche simili. A scatenarle fu l'ex CEO Brendan Eich che si era apertamente schierato contro i matrimoni omosessuali. Nonostante le sue dimissioni, richieste a furor di popolo da utenti e non, sembra che l'idea legata al matrimonio tradizionale serpeggi ancora tra i corridoi dell'azienda.

L'accusa di Marini è stata lanciata nel web e i consensi ricevuti sono già tantissimi. Per convincere la Nintendo a rivedere questa impostazione aprendo quindi la strada ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, Marini ha lanciato su Twitter la campagna #Miiquality perché, come ha dichiarato egli stesso, è inaccettabile costringere un individuo a crearsi un mii di genere differente dal proprio. Se Tomodachi Life è un gioco che simula la vita reale, per funzionare al meglio deve attenersi ad essa in tutto e per tutto.

Immagine Twitter @TorontoStar