Videogame, a Stanford nasce quello in grado di interpretare le emozioni

GiovannaLabati - 10 aprile 2014 - 15:04

Videogame, a Stanford nasce quello in grado di interpretare le emozioni

Ricordo perfettamente il giorno in cui un videogame entrò per la prima volta in casa mia: avevo 8 anni e sullo schermo c'era questo principe in bianco e nero che per mano mia moriva ogni 3 minuti.

Dopo quella prima esperienza ho più volte fantasticato su come sarebbero stati i videogiochi dopo 10, 20 o 30 anni, ma la mia testa non aveva assolutamente le competenze per prevedere quello che un giorno sarebbe stato inventato all'Università di Stanford: un videogame in grado di percepire le emozioni del giocatore, interpretarle e trasmetterle sullo schermo. Si chiama Bio Gamepad e nasce dopo uno studio sul sistema nervoso autonomo condotto in collaborazione con la Texas Instrument. Il principio è semplice: ogni volta che il nostro umore e il nostro stato d'animo cambiano, anche alcuni valori all'interno del nostro corpo cambiano. Temperatura, frequenza cardiaca, sudorazione, respirazione sono segnali chiari di qualsiasi mutamento avvenga nel nostro corpo e il Bio Gamepad li rileva.

Il progetto è seguito da Gary McCall, studente di Stanford, che ha avuto l'idea di dotare il joypad della Bbox 360 di una placca metallica dotata di sensori in grado di percepire le variazioni delle nostre funzioni vitali e trasmetterle al gioco. In questo modo, il ritmo e la difficoltà della sfida di gioco si modificano a seconda delle rilevazioni trasmesse dal joypad. I più esperti giocatori non saranno tanto sorpresi, soprattutto perché già l'attuale Kinect installato su Xbox One è in grado di interpretare l'espressione facciale del giocatore. Cosa dobbiamo aspettarci in un futuro non troppo lontano? Giochi che crescono insieme a noi e che si modificano a seconda dei nostri stati d'animo e delle nostre capacità. Quello che tutti ci auguriamo è che a non cambiare sia il livello di divertimento!

Immagine screenshot video


Ultimo aggiornamento 10 aprile 2014 alle 15:04 da GiovannaLabati.