Samsung respinge ogni accusa sui benchmark truccati

GiovannaLabati il lunedì 7 ottobre 2013 alle 13:44:49

Samsung respinge ogni accusa sui benchmark truccati

Samsung non ci sta e respinge in maniera secca ogni accusa di manipolazione dei benchmark attuati sul Galaxy Note 3.

"Il Galaxy Note 3 massimizza la frequenza di CPU/GPU quando esegue compiti che richiedono prestazioni notevoli. Non c'è stato alcun tentativo di gonfiare il risultato di un particolare benchmark. Restiamo impegnati nel fornire ai nostri clienti la miglior esperienza utente possibile". È con queste parole che un portavoce dell'azienda ha risposto alle accuse ricevute nei giorni scorsi, accuse che puntavano il dito sui quei test che vengono fatti per testare la velocità e le capacità di un software sottoposto a carichi di lavoro importanti. Secondo gli accusatori di Ars Technica, Samsung avrebbe nascosto nel codice dei benchmark alcune applicazioni che avrebbero lo scopo di gestire l'accensione e lo spegnimento dei vari core della CPU per ottimizzare i consumi.

Non essendo queste applicazioni utilizzate sui normail smartphone messi in commercio ma utilizzate soltanto in occasione dei benchmark, è ovvio che i risultati ottenuti non corrisponderanno poi alle prestazioni reali. Ad accorgersi del trucco sono stati i tecnici di Ars technica, insospettiti dalla differenza troppo elevata dei risultati di benchmark del Samsung Galaxy Note 3 e del G2 di LG, due device dotati della stessa CPU che si presume debbano offire prestazioni quantomeno simili. L'indagine è partita immediatamente e ci è voluto per scoprire il codice nascosto da Samsung. Resta ora da capire chi tra Ars Technica e Samsung abbia ragione e quanto questi trucchi siano diffusi tra le altre aziende produttrici.

Immagine sito Samsung