Regolamentazione utilizzo drone: tutto quello che c’è da sapere

Settembre 2017

Vantaggiosi da un punto di vista di costo e performance, i droni consentono di filmare e fare foto da ogni angolazione, anche le più difficili. Un uso completo e che fa gola a molti. Per delle ragioni di sicurezza, per limitare il rischio di caduta e collisione e per prevenire l’uso a scopo terroristico, i droni possono e devono essere usati seguendo tutte le precauzioni prestabilite dalla legge. Vediamole insieme.


Cos’è un drone

Il drone è definito dalla regolamentazione legislativa come “un aereo rullaggio senza nessuno a bordo”. Il nome deriva dall’inglese e significa “fuco”. Trattasi di una macchina pilotata a distanza, utilizzata nel tempo libero o per attività professionali. Esso si compone di un vettore aereo, un carico utile, solitamente una fotocamera, e una stazione a terra. Ne esistono di diversi tipi tutti performanti in funzione della loro velocità, autonomia, della dimensione e della loro capacità di mantenere l’altitudine.

Regolamentazione dei droni e prerequisiti


Normativa droni

Tutte le attività professionali correlate all’utilizzo di un drone devono essere dichiarate alla ENAC (Ente nazionale per l’aviazione civile). L’autorizzazione deve essere rinnovata ogni cinque anni, sottoponendosi a corsi d’aggiornamento e ogni qualvolta si desidera modificare la propria attività. Esistono due scenari di volo di un drone: volo su persone o no. Nello specifico si tratta della possibilità di sorvolare un’area urbana, città, a patto di non volare su assembramenti e concentrazioni di persone. Per scenari particolari, come quelli misti, è necessario essere in possesso di documentazione ed equipaggiamento del mezzo aggiuntivi.

Le autorizzazioni vengono in linea generali rilasciate quando si considera accettabile il livello di sicurezza del volo. Questo riguarda in particolar modo i voli al di fuori dalla zona del pilota e/o a distanza di 150 metri di altitudine. I voli di notte non vengono autorizzati salvo derogazione da parte delle autorità competenti. Per maggiori dettagli si rimanda al sito ufficiale ENAC.

Imparare a pilotare un drone

Per diventare telepilota professionista bisogna conoscere la teoria e il sistema di volo. Questo, sottoposto ad esame, consentirà all’interessato di prendere il certificato abilitante. Anche un certificato medico aeronautico e della pratica fanno parte del percorso abilitativo. La normativa a riguardo è ancora in fase di stabilizzazione, si attendono ulteriori aggiornamenti anche per quest’anno.

Perché diventare pilota professionista di droni

Eventi e attività audiovisive

Si tratta attualmente di uno dei domini più sfruttati dalle imprese specializzate nella produzione dei droni. Il volo consente di fare filmati di eventi o di trasmetterli in diretta su canali di televisione (ad esempio il Giro d'Italia e il Tour de France) o sui social come Facebook o Twitter. Il drone è anche molto usato da alcuni fotografi per matrimoni.

Ambiente e agricoltura

Grazie al sorvolare dei campi e al loro monitoraggio effettuato con il supporto dei droni gli agricoltori ottengono una cartografia parziale che consente loro di visualizzare i bisogni della vegetazione. In questo un obiettivo sostenibile quello di ottimizzare l’applicazione dei fertilizzanti dando vita all’agricoltura di precisione.

Energia e industria

Se gli agenti di energia utilizzano già i droni per sorvegliare e assicurare la corretta manutenzione delle infrastrutture, è anche possibile proporli per altri servizi destinati all’economizzazione dell’energia, quali le diagnosi termiche, ad es. I droni potrebbero anche essere usati per ispezionare i cantieri e le opere.

Logistica

Dal controllo dello stock alla spedizione dei pacchi, molti sono i progetti innovativi in fase di creazione. In materia logistica i dispositivi sono particolarmente interessanti per aiutare a limitare l’impatto ambientale dei trasporti e abbattere i limiti di raggiungimento di luoghi di difficile accesso per i veicoli.


Foto: © WEB-DESIGN- Shutterstock.com

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L'articolo originale è stato scritto da sophie Garrigues. Tradotto da e-claudia. Ultimo aggiornamento 9 febbraio 2017 alle 08:32 da AntonelloCCM.
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