Come funziona il Social Eating

Novembre 2016

Dopo il social network e le molteplici app "social" come strumento di comunicazione veloce, efficace e istantaneo, ecco i Social Eating: app e siti internet dediti all’interesse più in voga del momento, fulcro di convivialità e incontri, ossia il cibo. In questa guida tenteremo di offrire una definizione di cos’è il social eating, illustrandolo nello specifico alcune piattaforme dedite.



Cos’è il social eating

Nell’ultimo periodo è nata la nuova moda del mangiar fuori, che vede gli assidui frequentatori di ristoranti, pizzerie e sushi bar, andare a cena in casa di altri, gustando le ghiottonerie culinarie di chef non professionisti, ma appassionati di cucina, che aprono le loro case a commensali sconosciuti paganti. Questo nuovo trend è particolarmente interessante per gli amanti delle serate informali, conviviali e per coloro che vogliono ampliare la loro cerchia di amici. Grazie a questa nuova frontiera dell’economia della condivisione, infatti, sono molti i vantaggi che ne si possono trarre e non solo dal lato economico, ma anche da quello della conoscenza, della scoperta e dell’apertura verso gli altri, soprattutto nel settore turistico.

Come funziona il social eating

Il social eating non è altro che un servizio che mette in relazione commensali curiosi e appassionati cuochi, professionisti e no, che aprono le loro dimore (case o location speciali), per i loro commensali, guadagnandoci una cifra che copre la spesa, ma crea un vero e proprio guadagno. In questo modo si viene a creare un'economia tra privati che risparmiano, socializzano e creano una rete sociale che ruota intorno al bisogno principale dell’uomo, il cibo. Nel web esistono varie piattaforme dedicate a questo servizio, di cui molte sono totalmente italiane.

Le piattaforme di social eating

Gnammo

Ci sono diversi servizi di social eating di successo in Italia, il primo tra questi è Gnammo, una piattaforma che, sia sul web che su dispositivi mobili (Android e iOS) mette in contatto i commensali interessati (in gergo definiti Gnammer) e i “ristoratori casalinghi”, che organizzano l’evento in ogni parte d’Italia. Il funzionamento è molto semplice, il cuoco posta sul sito Gnammo un evento culinario, il menu, il numero massimo o minimo di commensali e il prezzo che desidera ricevere, dopo aver consumato. Una volta raggiunto il numero dei partecipanti, stabilite la data e l’ora e, infine, concluso il pranzo o cena che sia, la piattaforma provvedere a ritirare la sua somma spettante per il servizio di co-eating effettuato.

Newgusto

Una piattaforma, sempre made in Italy, NewGusto, che offre un servizio di social eating diffuso non solo sul nostro territorio ma anche in diversi paesi d’Europa. Dedito particolarmente a chi ama gli scambi culturali e vuole immergersi in cucine multietniche, casalinghe e, perché no, farsi anche qualche amico in ogni porto.

PeopleCooks

PeopleCooks si interessa prettamente nell’offerta di pranzi o cena, low cost, per coloro i quali voglio risparmiare e mangiare sano spendendo poco più di 5 euro.

Social eating per il business

Una concezione di sociale eating mirato è quello offerto dalle piattaforme Lestlunch e di Mybusymeal, che grazie alle loro app mobile, consentono di condividere il pranzo nell’ora di pausa dall'ufficio, il pranzo, la convivialità utile anche al business, poiché grazie a questo servizio si possono conoscere le persone giuste con la quale creare il proprio commercio o ingrandirlo.

Grazie alla condivisione della localizzazione tramite smartphone e all’iscrizione, tramite credenziali o tramite account social, come Facebook o LinkedIn, si potranno utilizzare queste piattaforme dal concept semplice e intuitivo.

Nota Bene: le piattaforme sopra presentate possono presentare dei costi aggiuntivi al servizio che offrono.

Foto: © UVAconcept - Shutterstock.com

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