Computer - Storia

Dicembre 2016
La storia del Computer deriva dal fatto che l'uomo, pigro per natura, ha sempre cercato di migliorare il suo modo di calcolare, per limitare i suoi errori e per risparmiare del tempo.


All'origine: il pallottoliere

il pallottoliere abaco è stato inventato nell'anno 700 a.C.; fu usato per un lungo periodo e, in alcuni paesi, lo si usa ancora.

Poi venne il logaritmo

L'invenzione del logaritmo la si attribuisce generalmente allo scozzese John NEPER (1550-1617, talvolta scritto NAPIER). In effetti nel 1614 egli dimostrò che la moltiplicazione e la divisione potevano essere ricondotte ad una serie di addizioni. Questo permise a partire dal 1620 l'uso della regola di calcolo.

In realtà il vero padre della teoria dei logaritmi è «Mohamed Ybn Moussa Al-KHAWAREZMI», uno studioso arabo originario della città persa chiamata «Khawarezm». Questo studioso svilupperà anche l'Algebra, termine di provenienza araba da «Al-Jabr», che significa compensazione, nel senso «della compensazione dalla ricerca della variabile sconosciuta X per equilibrare i risultati dei calcoli».

Le prime calcolatrici

Nel 1623, William Schickard inventò la prima calcolatrice meccanica. Nel 1642, Blaise Pascal creò la macchina d'aritmetica (battezzata Pascalina), una macchina capace di effettuare addizioni e sottrazioni, destinata ad aiutare suo padre, un esattore delle tasse. Nel 1673, Gottfried Wilhelm Von Leibniz aggiungerà alla Pascalina la moltiplicazione e la divisione.

Nel 1834, Charles Babbage inventa la macchina differenziale, che permette di valutare delle funzioni. Nel frattempo egli impara che un telaio (telaio Jacquard) è programmato attraverso una scheda perforata, e si lancia quindi nella costruzione di una calcolatrice sfruttando quest'idea rivoluzionaria. I primi calcolatori meccanici a quattro funzioni appaiono nel 1820:

Addizione;

Sottrazione;

Moltiplicazione;

Divisione.

Questi sono rapidamente (1885) dotati di tastiera per digitare i dati. Dei motori elettrici sostituiscono velocemente le manovelle.

I computer programmabili

Nel 1938, Konrad Zuse inventa un computer che funziona grazie a dei collegamenti elettromeccanici: lo Z3. Questo computer è il primo ad usare il codice binario al posto del decimale. Nel 1944, Howard Aiken completa un computer programmabile che misura 17 mt di lunghezza e 2,5 mt di altezza, in grado di calcolare 5 volte più rapidamente che un uomo: Si tratta del Mark I di IBM. È costituito da 3300 ingranaggi, 1400 commutatori collegati da 800 km di fili elettrici. Nel 1947, vede la luce il Mark II , i suoi ingranaggi sono sostituiti da componenti elettronici.

I computer a valvole termoioniche

Nel 1942, vede la luce l'ABC (Atanasoff Berry Computer) dal nome dei suoi ideatori J.V. Atanasoff e C.Berry. Nel 1943, viene creato il primo computer senza pezzi meccanici grazie a J.Mauchly e J.Presper Eckert: l'ENIAC (Electronic Numerical Integrator And Computer).

Esso è composto da 18000 lampade a vuoto, e occupa uno spazio di 1500 m2. Fu usato per dei calcoli che servirono a creare la bomba H. Il suo principale inconveniente era la programmazione: l'ENIAC era in effetti programmabile solamente manualmente con dei commutatori o dei cavi da inserire.

Il primo errore informatico è causato da un insetto che, attirato dal calore, si era posato sulle lampade e aveva provocato un corto circuito. Così il termine inglese per «insetto», in inglese «bug», è rimasto per designare un errore informatico. In effetti, essendo i tubi dei conduttori mediocri, necessitavano di una grande quantità di energia elettrica che dissipavano in calore. Questa lacuna è stata colmata nel 1946 con l'invenzione dell'EDVAC (Electronic Discrete Variable Computer) che permetteva di stoccare i programmi in memoria (1024 parole nella memoria centrale e 20000 parole nella memoria magnetica).

Il transistor

Nel 1948, il transistor è creato dalla società Bell Labs (dagli ingegneri John Bardeen, Walter Brattain e William Shockley). Esso permette negli anni 50 di rendere i computer meno ingombranti, meno bisognosi di energia elettrica e quindi meno costosi: è la rivoluzione nella storia dei computer.

Il circuito integrato

Il circuito integrato è stato inventato nel 1958 dalla Texas Instruments, esso permette di ridurre ancora la dimensione e il costo dei computer integrando su uno stesso circuito elettronico più transistor senza l'uso di fili elettrici.

I primi computer a base di transistor

Nel 1960, l'IBM 7000 è il primo computer su base di transistor. Nel 1964, l'IBM 360 fa la sua comparsa, insieme all'arrivo del DEC PDP-8 che non passa inosservato.

I micro-computer

Il primo micro-computer appare nel 1971: il Kenback 1, con una memoria di 256 KB.

I microprocessori

Nel 1971, il primo microprocessore, l'Intel 4004, fa la sua comparsa. Esso permette di effettuare delle operazioni su 4 bits simultaneamente. Nello stesso anno Hewlett Packard commercializza la calcolatrice HP-35. Il processore 8008 d'Intel (che permette di elaborare 8 bits simultaneamente) appare nel 1972.

Nel 1973, il processore 8080 d'Intel si aggiunge ai primi micro-computer: il Micral e il Altair 8800, con 256 byte di memoria. Alla fine del 1973, Intel commercializzava già dei processori 10 volte più rapidi rispetto al precedente (l'Intel 8080) e con 60 kb di memoria. Nel 1976, Steve Wozniak e Steve Jobs creano l' Apple I in un garage. Questo computer ha una tastiera, un microprocessore da 1 MHz, 4 kb di RAM e 1 kb di memoria video.

Si racconta che i due neo-papà non sapessero come chiamare il computer; Steve Jobs, vedendo un melo nel giardino, decise di chiamare il computer mela (in inglese apple) se non avessero trovato un altro nome nei successivi 5 minuti. Nel 1981 IBM commercializza il primo «PC» composto da un processore 8088 cadenzato a 4.77 MHz.

I computer attuali

È molto difficile ai nostri giorni seguire l'evoluzione del computer. In effetti questa evoluzione segue la legge di Moore (Intel©): «si possono inserire 4 volte più transistor su una scheda ogni 3 anni». Si dovrebbe raggiungere il miliardo di transistor su una scheda intorno al 2010.

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